The Princess in Tour

È nei giorni come questo, in cui spesso piove e c’è vento (manca solo Heidi che bussa a sto convento), che mi capita più spesso di crogiolarmi nei ricordi dei bei tempi che furono.

Siedo alla scrivania, metto mano sulla tastiera, ma poi la testa parte immediatamente per conto suo, in un viaggio à rebours, e si ferma a rivivere momenti che avrei voluto fermare nel tempo o al contrario disfare e rifare completamente.

Stamattina, per esempio,  sono tornata ai miei 13 o 14 anni. In un’aula di scuola, durante una lezione di chissà cosa, seduta al mio banco facendo finta di stare attenta alle spiegazioni della Prof di italiano, nelle orecchie incessante la melodia di Hungry Like The Wolf. Non c’è modo di togliermelo dai timpani e dalla testa. Ci provo a riconnettermi con la realtà, ma senza successo.

È  stato lì che all’improvviso ho capito cosa avrei voluto fare da grande: la tour manager dei Duran Duran!

Sempre se non mi prende la pacundria…

Nel vano (e anche vago) tentativo di conservarmi “sempreverde“, da qualche tempo a questa parte (da quando cioè ho notato che le “rughe del sonno” alla mattina impiegano sempre più tempo a sparire) mi sono buttata sull’acquisto di creme, sieri, maschere cosmetiche in quantità più o meno industriale.

 “Miracoli” in vasetto, sono il mio aiutino per procrastinare il più lungo possibile il tracollo di viso, collo, palpebre, guance e di questo e pure di quell’altro. Di bio, non bio, chimico, non chimico “francamente me ne infischio”: basta che facciano il loro mestiere, mi spalmo addosso anche il calcestruzzo.

Si sa però che le creme da sole non bastano, ecco perché che da altrettanto tempo a questa parte ho deciso di darmi allo sport.

A livello amatoriale, certo. Molto amatoriale, direi. OK, siamo onesti: a livello “cialtronesco”. 

Voglio una vita da Michelasso

E così, domani sarà di nuovo settembre.

Settembre è il “mio” mese, quello in cui sono nata, esattamente il 4 settembre di qualche lustro fa, alle 8.32 del mattino. Vergine ascendente Vergine, secondo alcuni siti, ascendente Bilancia secondo altre autorevoli fonti. Vattela a pesca.

Sono più propensa a pensare di essere Vergine ascendente Vergine, in cui uno annulla l’altro, perché a dire il vero, di tutte le caratteristiche del segno principale, io se me ne riconosco uno o due è già tanto. Sono una Vergine Atipica.

Hairstylists are a girl’s best friend n. 2, la vendetta

Il 28 luglio, in preda alla “sindrome del baobab con le gambe” avevo scritto un post che forse avrete letto.
Oggi, dopo qualche giorno e con la soluzione “in testa”, non posso che confermare titolo e contenuto, con tanto di personalissimo “lieto fine”…

 

Hair stylists are a girl’s best friend

Sono convinta che Marylin Monroe, pur intelligente e affascinante come sappiamo tutti essere stata, non fosse nel vero quando cantava “Diamonds are a girl’s best friends“: altro che diamanti, Marylin! Il migliore amico di una ragazza è il parrucchiere!

Mi riferisco ad un bravo parrucchiere, ça va sans dire, perché in caso contrario, se è un “tosacani”, più che un amico diventa senza possibilità di appello il più acerrimo nemico…

It’s a Barlafus’ world

And I say to myself… it’s a Barlafus’ woooooorrrrllllldddddd!

Già, è un mondo di Barlafus.

Gente che parla parla parla di cose di cui non sa niente niente niente. Ma ci mette becco lo stesso, perché se ne sente in diritto e in dovere.

Fanno quasi tenerezza, se non facessero girare le balle, venire la bile, scatenare l’orticaria.

Odio i tramonti

 

Odio i tramonti, specialmente la domenica sera, specialmente d’estate.

Sound of Thunder

Ho una grande fortuna: sono zia!

Non sono mamma (non ancora, per lo meno, ma dato che comincio ad avere l’età dei datteri non so..), quindi non ho un termine di paragone, ma credo che essere zia sia un “dono” straordinario.

Kiss the Frog

Un ranocchio verde scrutava con aria interrogativa lo skyline di Milano, fermo immobile sul marciapiede di un vialone cittadino insolitamente deserto (sarà stata l’ora della pennichella pomeridiana?)

“Where is The Princess?”

Con le ali ai piedi