Sono nata a settembre, il mese dei buoni propositi per definizione.
In effetti, sono diverse le testimonianze che confermano quanto sia proprio settembre, e non gennaio, il mese che per una buona percentuale di persone rappresenta l’inizio di un nuovo anno.

Sono nata il 4 settembre, era sabato, di prima mattina (verso le 8.20).
Quindi oggi è il mio compleanno.
Quindi oggi dovrei fare la lista di buoni propositi.
Solo che io con i buoni propositi proprio non vado d’accordo, sono un vuoto a perdere, i miei buoni propositi: direi che sono più spropositi, in effetti.

Per esempio, qualche tempo fa, avevo scritto che un proposito più cattivello che buono sarebbe stato di diventare un po’ fetente anch’io,  per imparare a dire di no qualche volta, quando qualcosa non mi va.
Ci ho provato in questi mesi, ma oggettivamente non ci sono sempre riuscita, perché se uno è fatto così, è fatto così: ti puoi sforzare di infetentarti, ma se poi il risultato è che quando lo fai poi stai male con te stesso, ti senti fuori posto, allora che senso ha?

Avevo anche dichiarato, almeno un paio di anni fa, che mi sarei data anima e corpo, salvo “pacundria”, all’attività sportiva.
Anche questo progetto di vita è andato sfumato: ho comprato mise da zumba da milioni di euro e alla fine ho appeso le scarpe al chiodo.
Vivo con l’illusione che i muscoli rimarranno sempre tonici anche continuando a mangiare Fonzies e patatine tutte le sere e senza muovere un gluteo, se non per camminare; sotto sotto lo so che non è così, un po’ comincio a vederlo con i miei occhi, ma finché tengo botta faccio finta di niente. Prima o poi la pagherò, lo so.

Per non parlare del proposito inarrivabile di riuscire a smetterla di rimandare, procrastinare, tergiversare: un fallimento anche qui. Sono sempre la reginetta del rimandare. Rimando tutto, dallo stendere il bucato a comprare un paio di scarpe, a iscrivermi in palestra. Non rimando solo i pagamenti, ma solo perché ho paura che mi vengano a prendere.

Alla fine, tutti questi buoni propositi incompiuti sono solo fonte di stress.

E allora, oggi che è il 4 settembre ed è il mio compleanno, penso che di stressarmi non ne ho proprio voglia e quindi non farò nessun buon proposito.
O per lo meno, non lo dichiaro platealmente qui, a voi esimi lettori. Me li tengo per me e faccio finta che non ci siano, così non dovrò poi fare i conti anche con voi, oltre che con la mia coscienza.

Mi faccio però un augurio, anzi due.
Il primo, è quello di riuscire prima o poi a vincere una somma di denaro talmente mirabolante da poter attuare uno dei miei sogni ad occhi aperti, alias fare la vita del Michelasso
L’altro, quello più importante, è di vivere un anno nuovo all’insegna della serenità.

“Dici poco, Princess!”

In effetti, mi sto facendo un augurio gigantesco, lo so, ma me lo faccio con il cuore.

Serenità è consapevolezza di se stessi.
È godere di buona salute, sapendo che anche le persone che mi circondano, quelle che più amo, stiano bene e siano serene a loro volta.
È potersi alzare la mattina sapendo che la giornata sarà lunga, magari faticosa, ma non priva di soddisfazioni e qualche piccolo successo.
È non avere scossoni emotivi negativi, di poter respirare a pieni polmoni senza sentire l’angoscia di un nodo al petto dovuto a piccoli e grandi intoppi che la vita potrebbe riservarti.
Tutto qui.

Tanti auguri a me, allora. E viva i buoni (s)propositi!

 

I’ve seen you on the beach and I’ve seen you on TV
Two, of a billion stars it means so much to me
Like a birthday or a pretty view
But then I’m sure that you know it’s just for you

Her name is Rio and she dances on the sand
Just like that river twisting through a dusty land
And when she shines she really shows you all she can
Oh Rio, Rio dance across the Rio Grande
(Rio – Duran Duran)